Scandisce l??™heure verte: l??™ora dell??™adulterio, calpesta logica e morale. E??™ la Fata Verde, nomignolo che Rimbaud diede all??™Assenzio. Bevanda a base di Tujone ( sostanza attiva ad essenza dell??™Artemisia ), l'Assenzio Artemisia Absinthe ?? stato concepito per riprodurre la forza totale dell'Assenzio francese ottocentesco. Pozione magica dei poeti maledetti, nettare della trasgressione di simbolisti ed impressionisti come Oscar Wild, Vincent Van Gogh e Toulose Lautrec, l??™ Assenzio Artemisia Absinthe ?? stato concepito per riprodurre quegli straordinari effetti di astrazione mentale cui furono soggetti anche gli artisti del mondo passato e contemporaneo.
Oscar Wilde diceva ?«Un bicchiere d??™assenzio, non c??™?? niente di pi?? poetico al mondo. Che differenza c??™?? tra un bicchiere d??™assenzio e un tramonto? Il 1?° stadio ?? quello del bevitore normale, il 2?° quello in cui cominci a vedere cose crudeli e mostruose ma, perseverando, arrivi al 3?° livello, quello in cui vedi ci?? che vuoi, cose strane e meravigliose?».
Per Hemingway fu ?«l??™alchimia liquida che addormenta la lingua, infiamma il cervello, scalda lo stomaco e trasforma le idee?». Meravigliose visioni o incubi orrendi, e si aveva di che scrivere, di che immaginare, di che dipingere??¦ Tuttavia, adulterato con sostanze tossiche da piccoli e scaltri produttori, il liquore ???maledetto??? nonch?© musa ispiratrice, bruci?? i cervelli di poeti e di pittori come Van Gogh, Baudelaire, Rimbaud, Poe, Modigliani, Manet, Verlaine o Ernest Dowson (morto a 33 anni corroso dall??™alcol), provocando alterazioni della mente, psicosi, dipendenza, follia e, appunto, morte. Edgar Degas mostr?? in un suo famoso dipinto, lo smarrimento di bevitori quasi instupiditi, ed Emile Zola scrisse dei suoi effetti devastanti nel romanzo L??™ammazzatoio.
Non fata verde dunque, non ne siate soltanto incantati, bens?¬ veleno verde, effimero e deleterio piacere, un sistema di vita che uccideva e che, come disse Alfred Delvau ?«fa girare la testa al primo bicchiere, ti pianta addosso grandi ali e ti conduce in un paese senza frontiere e senza orizzonti, ma anche senza poesia e senza sole?». A causa di ci??, e con la convinzione che diversi efferati delitti fossero stati compiuti sotto l??™effetto di questa bevanda, nel 1915 ne fu proibito l??™uso e la distribuzione.
L'assenzio ?? un distillato ad alta gradazione alcolica all'aroma di anice derivato da erbe quali i fiori e le foglie dell'assenzio maggiore (Artemisia absinthium), dal quale prende il nome. Talvolta viene erroneamente definito un liquore, ma non lo ??; essendo l'assenzio prodotto da una trasformazione a caldo tramite alambicco e imbottigliato senza l'impiego di zucchero, perci?? ?? classificato come distillato. Essendo di colore verde (naturalmente o mediante l'uso di coloranti artificiali), l'assenzio si ?? affermato anche con l'epiteto F?©e Verte (Fata Verde). Viene generalmente bevuto aggiungendo dell'acqua ghiacciata e/o dello zucchero. Questo tipo di preparazione ?? una parte importante, quasi una sorta di rito, per chi beve assenzio. L'assenzio ?? noto per la popolarit? che ebbe in Francia, specialmente a causa dell'associazione con gli scrittori ed artisti parigini del Romanticismo, alla fine del XIX secolo e all'inizio del XX, fino alla sua proibizione nel 1915. La marca di assenzio pi?? conosciuta nel mondo era la Pernod Fils.
L'assenzio appare incolore o di tutte le sfumature della clorofilla, dal giallo tenue al verde smeraldo, ed ha un sapore complesso dovuto ad un perfetto bilanciamento degli aromi delle varie erbe. In aggiunta alle foglie di assenzio, esso contiene semi di anice verde (l'anice stellato raramente era utilizzato e solo in modeste quantit? ), semi di finocchio, issopo, melissa, artemisia pontica e diversi altri ingredienti che cambiavano da distilleria a distilleria quali angelica, menta, genep?¬, camomilla, coriandolo. Sembrerebbe una tesi priva di fondamento quella secondo cui l'assenzio venisse in alcuni casi adulterato con oppio: non esiste alcun documento storico che lo confermi e nessuna ricetta storica che ne parli.
L'assenzio ?? prodotto per macerazione e diretta distillazione degli ingredienti. Successivamente, qualora opportuno, lo si colora con un'ulteriore macerazione di erbe tra cui l'artemisia pontica, l'issopo e la melissa. Variet? meno pregiate di questa bevanda sono fatte per mezzo di essenze o olii mischiati a freddo nell'alcool. Il contenuto alcolico ?? estremamente elevato per permettere alla clorofilla di restare stabile il pi?? a lungo possibile (tra il 45% ed il 75%). Storicamente, c'erano 4 variet? di assenzio: ordinario, semi-eccellente, eccellente, e superiore o svizzero, l'ultima delle quali aveva un tenore alcolico maggiore rispetto alle altre. Il miglior assenzio contiene dal 65% al 75% di alcol. ?€ risaputo che nel diciannovesimo secolo l'assenzio, come molti cibi e bevande del tempo, era occasionalmente contraffatto da affaristi con rame, zinco, indaco, o altre sostanze coloranti per conferirgli il colore verde; questo non fu ovviamente mai fatto dalle migliori distillerie.
La diceria che l'assenzio venisse spesso bevuto con gocce di laudano nasce per di pi?? da esaltazioni dei media di rari casi storicamente documentati. Il laudano era davvero poco diffuso e solo tra chi se lo poteva veramente permettere, e questi erano soliti utilizzarlo ovunque capitasse (il pi?? delle volte nel vino): ?? possibile che costoro lo mettessero anche nell'assenzio, poich?© l'assenzio era molto bevuto praticamente da tutti; questo, tuttavia, non implica che l'usanza fosse cos?¬ diffusa.
La notevole popolarit? che l'assenzio ebbe durante il XIX secolo (grazie anche a prezzi relativamente contenuti e accessibili a tutti i ceti) port?? i produttori di vini, cognac e whisky a iniziare una vera e propria guerra contro l'assenzio, guerra che fu prontamente accolta dai governi per poter porre fine al diffuso alcolismo, piaga del XIX secolo francese.
??? La preparazione del distillato
Anice, uno dei principali ingredienti L'assenzio si ottiene (o si dovrebbe ottenere) per Distillazione diretta delle erbe e dei semi in questione. Un metodo pi?? facile ?? tramite macerazione di erbe, semi e radici in alcool di vino a 85?°, ma il prodotto viene considerato dai puristi della materia di qualit? inferiore. La macerazione, in tal caso, pu?? durare dalle 6 alle 12 ore. Infine il macerato viene distillato e, ancora a 85?°, viene colorato con una seconda macerazione e infine portato alla gradazione desiderata.
Gli ingredienti distillati generalmente sono:
??? semi o radici di angelica
Per la colorazione, generalmente si usano melissa, menta, artemisia pontica e fiori di issopo. Solitamente le ricette prevedono dai 6 ai 12 ingredienti e ogni distilleria ha i suoi segreti. La base dell'absinthe resta tuttavia la stessa ed ?? il distillato del macerato di artemisia absinthum e semi di anice verde. Questa ?? la base comune a tutte le ricette. Prodotti di qualit? inferiore vengono preparati aggiungendo gli oli essenziali di quelle stesse piante all'alcool. Ovviamente non ?? possibile pretendere di ottenere un assenzio di qualit? in questo modo. La preparazione della bevanda
Il metodo classico, la preparazione:
2 - Il cucchiaio con la zolletta
3 - L'aggiunta dell'acqua, versata sopra la zolletta
4 - Il liquore diluito ed opacizzato, louche, pronto per la consumazione
L'assenzio, originariamente, non veniva mai bevuto puro, ma solo dopo essere diluito. Classicamente la diluizione avveniva aggiungendo acqua ghiacciata con rapporto che andava da 3:1 a 5:1, ed una zolletta di zucchero per dolcificare la bevanda. Tale preparazione venne via via canonizzata fino a definire un vero e proprio rituale, che prevedeva l'uso di appositi bicchieri e cucchiai forati. I tipici bicchieri d'assenzio erano in genere dei piccoli calici, eventualmente con una linea di livello per segnalare la giusta dose di liquore. In particolare il tipo Pontarlier, dal nome dell'omonima cittadina francese, prevede una base ad ampolla per un'immediata determinazione della quantit? di liquore da diluire
Metodo classico Sul bicchiere contenente assenzio viene posto un cucchiaio forato su cui viene posata una zolletta di zucchero. Sopra la zolletta viene versata delicatamente, eventualmente goccia a goccia, dell'acqua ghiacciata, in modo da provocare lo scioglimento dello zucchero e la diluizione del liquore, in un rapporto in genere da 3:1 a 5:1. Durante questa fase, i componenti del liquore che non sono solubili in acqua, quali anice verde, e semi di finocchio, emergono dalla soluzione e tendono ad opacizzarla, andando a dar vita ad un'opalescenza lattiginosa, detta louche, dal francese, opaco o ombreggiato. La diluizione in acqua non era importante solo dal punto di vista dell'abbassamento della gradazione alcolica (tipicamente intorno ai 70?° ) del liquore, ma anche per consentire all'intero bouquet aromatico della bevanda di svelarsi, poich?© nel liquore puro si ha una netta prevalenza dell'anice. La bevanda veniva poi delicatamente mescolata con lo stesso cucchiaio forato. L'aggiunta di una zolletta di zucchero, ed eventualmente anche pi?? d'una, non nasceva come necessit? dal tipo liquore ma piuttosto dal tipico gusto francese dell'epoca, fine Ottocento, che vedeva una netta prevalenza di bevande dolci.
Metodi alternativi e spuri
Un metodo alternativo, per la diluizione del liquore, di cui si hanno testimonianze dell'epoca era basato sull'uso di due bicchieri e non prevedeva l'uso di zollette di zucchero. In un calice sufficientemente capiente era deposto un calice pi?? piccolo contente la dose di liquore. Si provvedeva ad aggiungere acqua ghiacciata, analogamente al metodo classico, fino a che il liquore contenuto nel bicchiere pi?? piccolo non tracimasse completamente. Il metodo era evidentemente macchinoso e non prese mai del tutto piede.
Nella seconda met? dell'Ottocento, quando l'assenzio inizi?? la sua fase di crescente popolarit? , iniziarono a fare comparsa nei bar e bistrot, le fontane. Questi grossi contenitori per l'acqua, lo zucchero ed eventualmente il ghiaccio disponevano di due o pi?? cannelle di modo che gli avventori potessero diluire i loro bicchieri in maniera pi?? agevole. Con il recente revival conosciuto dall'assenzio a partire dagli anni'90 ha fatto la sua comparsa un metodo alternativo, flambeau, che, basandosi sul metodo classico, prevede per?? di bagnare la zolletta di zucchero con dell'assenzio, darle fuoco e poi versarvi sopra l'acqua. Tale metodo ha riscontrato la ferma disapprovazione dei tradizionalisti,soprattutto perch?© nasce partendo dal rituale dell'eroinomane che scalda l'eroina sul cucchiaio e rovina il delicato bilanciamento degli aromi. A contribuire al successo del metodo, il film "Moulin Rouge!" di Baz Luhrmann del 2001, in cui per iniziare il protagonista, Ewan McGregor, alla vita boh??mienne, brindano con assenzio preparato in questo modo. Il film ha prodotto una vera e propria "canonizzazione" di questo stile di preparazione, tanto che lo stesso viene fatto erroneamente risalire all'Ottocento, ed ?? talvolta indicato come metodo boh??mienne. In realt? il rituale della preparazione dell'assenzio ha una storia precisa e logica. Agli inizi l'assenzio era certamente bevuto puro, come medicinale, a piccoli sorsi o "cucchiai" come uno sciroppo. L'abitudine di allungarlo con acqua nasce dall'usanza dei soldati francesi in Algeria. Questi infatti erano soliti disinfettare le acque malsane dell'Africa con l'assenzio, scoprendo cos?¬ quanto gradevole e aromatico fosse l'elisir dei Pernod se allungato con acqua. Una volta tornati in patria questa abitudine si diffuse rapidamente. In breve si inizi?? ad addolcirlo con sciroppo di gomma o con orzata, e solo negli ultimi 30-35 anni del XIX secolo si prese l'abitudine (che divent?? molto presto il rituale per eccellenza) di sciogliere un pezzo di zucchero, e una zolletta di zucchero in seguito, tramite il leggendario cucchiaio forato.
Il rituale flamb?©e al contrario ha una storia ben pi?? recente e decisamente meno affascinante. Tra il 1990 e il 1995 a Praga iniziarono a diffondersi i primi surrogati d'assenzio (che d'assenzio avevano soltanto il nome) e poich?© i baristi altro non sapevano se non che le leggende lo volevano come "la droga dei poeti maledetti" non fecero altro che prendere in prestito il rituale dell'eroinomane che scalda l'eroina sul cucchiaio e la adattarono all'assenzio. Del 2001 ?? l'uscita di un altro film, La vera storia di Jack lo squartatore, che ha contribuito a consolidare un'altra delle leggende moderne in tema, ovvero che la bevanda fosse spesso bevuta con l'aggiunta di laudano. Polemiche Si pensava che un eccessivo uso di assenzio conducesse ad effetti che erano specificamente peggiori rispetto a quelli associati ad altre forme di alcol - il che ?? vero per alcuni dei prodotti meno meticolosamente adulterati, creando lo stato fisico chiamato assenzismo. L'olio essenziale di Artemisia absinthum contiene un terpene chiamato tujone, il quale in dosi elevate pu?? portare a crisi epilettiche, delirium tremens e morte. In realt? le quantit? di intossicamento da tujone sono pari a 80-100 g, una quantit? impossibile da assumere bevendo assenzio che normalmente non pu?? contenere pi?? di 30-40 mg/kg di tujone. Un assenzio ben fatto infatti, deve essere distillato e gran parte del tujone che non si ?? perso nella fase di essiccazione dell'artemisia absinthum si perde tagliando la testa del distillato. Studi pi?? recenti hanno dimostrato che nell'assenzio distillato correttamente - anche in quelli prodotti seguendo le ricette ed i procedimenti tradizionali - rimane solo una minima quantit? di tujone. Il tujone ?? estremamente volatile e un buon 70-80% evapora durante la fase di essiccazione dell'artemisia absinthum. In realt? il mito del tujone ?? da sfatare, poich?© gi? le argomentazioni dell'epoca, che permisero di mettere al bando l'assenzio, facevano riferimento a ben tre sostanze: tujone, anetolo e fenitolo. Probabilmente il tujone ?? rimasto l'unico componente che ancora oggi crea tanto scalpore poich?© anetolo e fenitolo, che sono tossici tanto quanto il tujone e altre sostanze presenti in comunissime piante di uso quotidiano (come prezzemolo, alloro, rosmarino, noce moscata ecc.), erano pi?? facilmente riscontrabili in molti amari e anisette. Il tujone al contrario era esclusiva di assenzio, vermouth e genep?¬ (che non vennero tuttavia mai incriminati come l'assenzio). La grafia non francese della parola "Absinth" venne introdotta per le bevande a base di assenzio prodotte nell'Europa centrale (fino all'inizio degli anni novanta). Questi prodotti in realt? avevano a malapena il nome in comune con l'assenzio del XIX secolo. Tipicamente, il basso contenuto di erbe presente in queste bevande mira ad evitare la formazione del "louche".
La leggenda dell'assenzio ?? ancora oggi resa misteriosa e intrigante da quanto si narra circa uno dei tantissimi oli essenziali presenti: il tujone. Sono pochi gli studi scientifici inerenti questo olio essenziale e molti di questi non sono oggettivi poich?© finanziati all'inizio del XX secolo proprio dai governi che volevano mettere l'assenzio al bando. Studi condotti negli anni ??™70 hanno portato a considerare il tujone (e i suoi effetti) simili a quelli del THC della cannabis solo perch?© le due molecole avevano una disposizione spaziale molto simile. Il tujone in verit? ?? un terpene presente in diverse piante come le artemisie (tra cui l'artemisia absinthum, ma anche il genep?¬, ovvero l'artemisia glacialis) e le salvie (anche la salvia officinalis usata in cucina). Il suo profumo ?? molto simile a quello del mentolo e lo troviamo tra gli eccipienti di un Farmaco da banco come Vicks Vaporub. Ad alti dosaggi, il tujone ha effetti devastanti sul sistema nervoso: la criticit? maggiore ?? nel definire quali siano questi ???alti dosaggi???. Gli esperimenti scientifici descrivevano che serviva un grammo di tujone iniettato in vena ad una cavia di laboratorio per portare l'animaletto al delirium tremens; talvolta, la cavia moriva. Nell'uomo, il cui peso ?? notevolmente pi?? grande di quello di una cavia, la forza di resistenza ?? decisamente superiore: un grammo di tujone iniettato in un porcellino d'India equivarrebbe a 100 grammi per un uomo; non ci sarebbe da meravigliarsi se l'iniezione improvvisa di 100 grammi di tujone in un corpo umano potesse avere come conseguenza disturbi seri o addirittura la morte. Secondo calcoli molto precisi gli assenzi hanno sempre avuto quantit? tali di tujone che una persona, per assumerne tali quantit? dovrebbe bere un centinaio di litri di assenzio. Va da s?© che l'alcool porterebbe a danni gravi ben prima. Stesso discorso vale per gli altri due oli essenziali condannati a suo tempo: l'anetolo, olio essenziale ricavato dall'anice e il fenitolo, ricavato dal finocchio. Si pu?? rilevare che non sono mai state etichettate come allucinogeni il vermuth, il genep?¬ o i liquori di salvia, o un anice, un mistr? o un anisette, che contengo esattamente tujone i primi e anetolo i secondi. ?€ vero che la pianta artemisia absinthum contiene moltissimo tujone, ma questo si perde quasi tutto per evaporazione durante l'essiccazione, e altro tujone ancora si perde nella testa della distillazione. ?€ quindi incorretto stimare, come fece nel 1989 Wilfred Arnold, che gli assenzi storici avessero 250 mg/kg di tujone. Arnold fece questa stima considerando la pianta fresca e non prese mai in considerazione n?© l'essiccazione n?© la distillazione. Un noto chimico e biologo americano, Ted Breaux, ha passato gli ultimi 11 anni a studiare l'assenzio per capire se veramente fosse quel veleno che le leggende narrano. Egli estrasse con una siringa l'assenzio da antiche bottiglie del XIX secolo arrivate intatte fino ai nostri giorni e le analizz??. I risultati furono stupefacenti: gran parte degli assenzi d'epoca avevano tujone che andava dai 5 ai 9 mg/kg, e solo qualcuno sfiorava i 20-30 mg/kg. Considerando che le normative CEE permettono un limite massimo di 35 mg/kg di tujone, gran parte degli assenzi storici sarebbe tutt??™ora legale da questo punto di vista.
Come riconoscere un vero assenzio?
Assenzio con cucchiaio da assenzio Contrariamente a quanto si crede non tutto l'assenzio ?? verde. Anche in passato non tutti gli assenzi erano verdi. Considerando solo i veri assenzi e non quei pericolosi surrogati che gi? in passato circolavano, i colori andavano dal giallino fino al verde smeraldo, passando per tutte le gradazioni di verde. Alcuni erano lasciati addirittura incolore: questa tipologia ebbe una maggiore diffusione dopo la messa al bando perch?© pi?? facile da contrabbandare. Tenendo presente che in un vero assenzio la fase pi?? delicata e complessa ?? proprio la colorazione, va da s?© che gran parte degli assenzi colorati di verdi sgargianti e cristallini non siano vero assenzio, ma qualche surrogato colorato artificialmente; sono davvero pochi ai nostri giorni i veri assenzi, colorati naturalmente come vuole la tradizione, ad essere davvero verdi, e molto spesso sono piuttosto costosi. L'assenzio per essere definito tale deve assolutamente essere distillato. Non esiste vero assenzio solo macerato o fatto con aggiunta di olii essenziali ed essenze all'alcool, e purtroppo, alcuni produttori senza scrupoli, sapendo che il bevitore di assenzio tende a scartare quei prodotti ottenuti con oli essenziali aggiunti, dichiarano di produrre assenzio distillato semplicemente perch?© loro stessi preparano gli oli essenziali. Per assenzio distillato al contrario si intendono solamente quegli assenzi distillati direttamente dalle erbe. La differenza al palato tra un assenzio distillato e uno macerato o fatto con olii essenziali ?? enorme. I macerati tendono ad essere pesanti e invasivi esattamente come quelli fatti con olii essenziali che inoltre lasciano uno sgradevole senso di ???unto??? al palato. Un vero assenzio deve contenere semi di anice verde. L'anice stellato ?? un ingrediente tipico dei pastis e raramente veniva usato negli assenzi e solo in minime quantit? . L'anice verde ha un sapore molto aromatico, profumato e secco, mentre l'anice stellato (probabilmente l'anice per come ?? conosciuto in Italia, quello usato per le caramelle e per la sambuca) ?? estremamente morbido e rotondo e con un sapore che ricorda molto la liquirizia. Quel sapore simile alla liquirizia che si possono notare nei veri assenzi non ?? dato tanto dall'anice stellato bens?¬ dai semi di finocchio. Gli assenzi di nuova generazione tendono ad utilizzare enormi quantit? di anice stellato, tanto da rendere il sapore generale monotematico. In un vero assenzio al contrario si devono trovare i profumi e gli aromi di tutte le erbe, per lo meno di quelle principali: l'amarezza piacevole dell'artemisia absinthum nel retrogusto, la morbidezza del finocchio, l'aroma di anice verde, quell'aspetto erbaceo unico dato dall'issopo, la melissa, il coriandolo. Il sapore dell'assenzio dovrebbe essere un continuo rincorrersi di aromi perfettamente bilanciati: nessun ingrediente dovrebbe dominare.
I prodotti moderni non sono troppo diversi dai pastis. Si possono riassumere sinteticamente le caratteristiche del vero assenzio: ??? deve essere distillato ??? con gradazione tra i 45 e i 75 gradi ??? deve intorbidire con aggiunta di acqua ghiacciata ??? deve contenere assenzio e semi di anice verde ??? deve avere un sapore complesso e bilanciato tra tutti gli ingredienti. Gli esperti utilizzano queste cinque regole per riconoscere il vero assenzio. Alcuni esperti, oltre ad utilizzare queste regole, usano come confronto l'assenzio prodotto dalle distillerie storiche poich?© sono state le prime a dettare le regole gustative e olfattive che definiscono l'absinthe. La Pernod fils ?? indubbiamente la pi?? antica distilleria storica, seguita a ruota (nel giro di pochi anni) da Berger, Premier fils, Fritz Duval e da innumerevoli altre. Gli absinthe da loro prodotti hanno ricette, almeno a grandi linee, sostanzialmente simili e metodi di produzione pressoch?© identici. Contrariamente a quanto si pensi, oggi vengono ancora prodotti assenzi esattamente come venivano fatti nel XIX secolo. Un esempio ?? dato dalla Jade che sta riportando in vita alcuni dei pi?? famosi assenzi del passato producendoli non solo partendo dalle antiche ricette, ma anche utilizzando gli originali alambicchi della Pernod fils di Pontarlier acquistati all'asta quando lo stabile venne venduto alla Nestl?©. L'assenzio viene prodotto dall'alcool di vino prodotto esattamente come nell'800 partendo da uve coltivate esattamente come se fossero coltivate negli anni d'oro dell'assenzio e da erbe selvatiche raccolte solo nel periodo di massima maturazione. Anche l'imbottigliamento ?? autentico: bottiglie dalla forma che rispecchia l'antica bottiglia di absinthe, etichette che ricalcano quasi perfettamente le etichette degli assenzi a cui si rifanno, tappo in sughero e cera lacca. Altre etichette autentiche, anche se utilizzando alcool moderno e spesso alambicchi nuovi, sono gli Un emile pernot, i Lemercier, il Verte o il Blanche de fougerolles, il Guy, il Kubler, il Clandestine, il Kallnacher, il Coulin, i La valote, il Duplais, il Montmartre e tanti altri.
Dopo la diffusione della notizia secondo cui alcuni crimini violenti sarebbero stati commessi sotto l'influenza diretta della bevanda e alla tendenza generale al consumo di superalcoolici a causa della carenza di vino in Francia causata dalla fillossera negli anni tra il 1880 e il 1900, le associazioni contro l'uso di alcoolici e quelle dei produttori di vini presero di mira l'assenzio indicandolo come una minaccia sociale. Affermarono che rende folli e criminali, trasforma gli uomini in selvaggi e costituisce una minaccia per il nostro futuro. Il dipinto di Edgar Degas, L'assenzio, risalente al 1876 (ora conservato al Museo d'Orsay), riassunse la mentalit? popolare che vedeva i bevitori "dipendenti" di assenzio come instupiditi e mentalmente offuscati. ?‰mile Zola descrisse le loro gravi intossicazioni nella sua novella L'Ammazzatoio. Nel 1915 l'assenzio venne ritirato dal commercio in molti paesi e la sua produzione vietata. Recentemente l'Unione Europea ha legalizzato il commercio di assenzio e liquori simili; comunque sono presenti accurati controlli sul livello di absintolo presente.
Manifesto che critica l'abolizione dell'assenzio in Svizzera La proibizione dell'assenzio in Francia comport?? la nascita di un sostituto dell'assenzio a base di anice stellato (raramente presente nell'assenzio del XIX secolo ma comunissimo nei moderni prodotti) al posto dei semi di anice verde e liquirizia: il pastis. Il pastis, come tutti i liquori a base d'anice furono soggetti a severissimi controlli nei primi anni che ne limitavano la qualit? al fine di allontanarli sempre pi?? dal vituperato assenzio: la gradazione alcolica non poteva superare i 32?°, non doveva intorbidire con aggiunta di acqua. Successivamente la gradazione alcolica venne portata a 40?° ma durante il secondo conflitto mondiale il governo francese proib?¬ i pastis poich?© intorbidivano le menti dei soldati in trincea. Solo nel 1951 venne rilegalizzato e per festeggiare tale data la Pernod-Ricard (la multinazionale nata dall'aggregamento di alcune delle pi?? importanti distillerie d'assenzio) mise sul mercato il Pastis51. La Francia non ha mai abrogato la legge del 1915, ma una legge del 1988 ha chiarito che il divieto riguarda solo le bevande non conformi con le regolamentazioni dell'Unione Europea riguardo al contenuto di tujone, o che sono chiamate esplicitamente "assenzio". Questo ha provocato una ricomparsa dei bevitori francesi di assenzio, ora rinominato "spirito a base di piante d'assenzio". Dal momento che la legge del 1915 regolava solo la vendita dell'assenzio ma non la sua produzione, certe aziende francesi producono varianti destinate all'esportazione denominate semplicemente "assenzio". I primi assenzi a tornare sul mercato erano in realt? poco pi?? di pastis "arricchiti" con ulteriori erbe e a volte aumentati di gradazione. Man mano che la popolarit? di questa nuova generazione di assenzi cresceva, le vecchie distillerie iniziarono a distillare in segreto i loro antichi assenzi, li fecero analizzare e con lo stupore di tutti potevano essere tranquillamente commercializzati poich?© il quantitativo di tujone era ben sotto i limiti previsti (la legge prevede 10mg/kg di tujone per i liquori e ben 35mg/kg di tujone per gli amari. poich?© l'assenzio pu?? a tutti gli effetti rientrare nella categoria "amari" il limite ?? veramente ampio. A tutt'oggi non sono noti assenzi del XIX secolo che superassero queste quantit? ).
Negli anni 1990 un importatore, BBH Spirits, realizz?? che non c'era nessuna legge riguardo la vendita di assenzio nel Regno Unito (non era mai stato vietato) -a parte le regolamentazioni presenti su tutte le bevande alcoliche- e divenne nuovamente disponibile per la prima volta dopo quasi un secolo (anche se tassato in modo proibitivo a causa dell'elevato contenuto di etanolo).
L'assenzio non venne mai vietato in Spagna o Portogallo, dove continua ad essere prodotto.
In Olanda una legge datata 1909 proib?¬ la vendita e il consumo di assenzio, ma questa legge fu sfidata con successo da un venditore di vino, tale Menno Boorsma, nel luglio 2004, facendo tornare l'assenzio ancora una volta legale. Tuttavia, i querelanti fecero appello e quindi ci dovr? essere un secondo processo in una corte di livello superiore.
Svizzera In Svizzera, la proibizione dell'assenzio fu addirittura scritta nella costituzione nel 1907, in seguito a una iniziativa popolare. Nel 2000 questo articolo fu sostituito durante una revisione generale della costituzione, ma la proibizione fu semplicemente spostata nel codice di legge ordinaria. Successivamente questa legge fu revocata, cos?¬ il 1 marzo 2005, l'assenzio divenne ancora legale nel suo paese d'origine, dopo circa cento anni di proibizione.
In base a quanto sancito dal United States Customs, "L'importazione di Assenzio o altro tipo di liquore contenente Artemisia absinthium ?? proibita".. L'interpretazione della legge americana condivisa dalla maggior parte dei bevitori di assenzio ?? questa: ??? ?€ probabilmente illegale vendere prodotti destinati al consumo che contengono absintolo derivato dalla specie dell'artemisia. Questo deriva da un regolamento della Food and Drug Administration (in contrasto con un regolamento della Drug Enforcement Administration). ??? ?€ probabilmente illegale per uno straniero vendere tali prodotti ad un cittadino Statunitense, dal momento che i regolamenti doganali vietano specificatamente l'importazione di "assenzio". ??? ?€ probabilmente legale comprare tali prodotti per uso personale negli Stati Uniti. ??? L'assenzio pu?? essere e talvolta ?? confiscato dalla dogana americana, se sembra essere destinato al consumo. Un falso-assenzio chiamato Absente, prodotto con Artemisia abrotanum invece che con Artemisia absinthium (assenzio), viene venduto legalmente negli Stati Uniti, sebbene la proibizione della FDA si estenda a tutte le specie di Artemisia, inclusa quindi, in teoria, l'Artemisia dracunculus, conosciuta come dragoncello. Ad ogni modo, l'Absente viene venduto nei negozi di liquore al dettaglio perch?© la qualit? esportabile fatta per gli Stati Uniti non contiene assenzio. Questo articolo contiene testo di pubblico dominio proveniente dall'Encyclop?¦dia Britannica e da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Jean Nicolas Arthur Rimbaud (Charleville-M?©zi??res, 20 ottobre 1854 ??“ Marsiglia, 10 novembre 1891) ?? stato un poeta francese. L'??pre brise d'hiver qui se lamente au seuilSouffle dans le logis son haleine morose ! (...)Et l? , ... CHARLES BAUDELAIRE Si pu?? immaginare che gran parte degli artisti, dalla met? dell??™ Ottocento ai primi anni del Novecento, abbiano probabilmente fatto uso dell??™assenzio per cercare di entrare in mondi altrimenti preclusi ed espandere la loro consapevolezza. Nel 1857 l'editore Poulet-Malas ... CHARLES CROS Charles Cros (Fabrezan, 1 ottobre 1842 ??“ Parigi, 9 agosto 1888) ?? stato un poeta, inventore e scrittore francese.Charles Cros fu un poeta e uno scrittore umoristico. Svilupp?? vari metodi, in fotografia, per la lavorazione del colore, pertanto lo si pu?? ritenere il padre de ... EDOUARD MANET Nel 1859 Edouard Manet dipinge il suo Buveur d'absinthe che suscita scandalo e viene rifiutato dal Salon anche perch?©, come modello, l'artista ha preso un vero clochard e il trasfigurato realismo dell'immagine impressiona la giuria. ... EMINEM Eminem ?? un altro grande fan della Fata Verde. Rimase cos?¬ deluso quando il ???Met Bar??™ di Londra gli rifiut?? di servirgli non pi?? di due bicchieri di assenzio. La cosa lo scandalizz?? cos?¬ tanto che si fece preparare un bar di assenzio ne ... ERNEST HEMINGWAY Storicamente Toulouse Lautrec beveva il suo assenzio liscio con brandy, noto col nome di Tremblement de Terre (il Terremoto) ed Ernest Hemingway lo beveva con champagne e zollette di zucchero, noto (senza sorpresa!) col nome di ???Hemingway???. Ernest Hemingway dichiar?? di amare ... JOHNNY DEPP Sembra che quando Johnny Depp stava girando il film Il Mistero di Sleepy Hollow, l'attore fece di tutto per preocurarsi una bottiglia di assenzio, in modo da poterla bere durante una sua visita nel week-end al suo amico illuminato chimicamente Hunter S. Thompson, che interpretava nel f ... KYLIE MINOGUE Nata da Ron e Carol Minogue, ?? la maggiore di tre figli. Oltre a un fratello,[2] di nome Brendan, ha una sorella, Dannii Minogue, anche lei famosa cantante. LEONARDO DICAPRIO Leonardo DiCaprio ricevette un corso personale sull??™assenzio durante il party costato sembra 1 milione di sterline in occasione della prima britannica del suo film La Spiaggia che si tenne nell??™edificio di una vecchia biblioteca di Londra trasformata per l??™occasione ... OSCAR WILDE Oscar Fingal O'Flaherty Wills Wilde (Dublino, 16 ottobre 1854 ??“ Parigi, 30 novembre 1900) ?? stato uno scrittore, poeta e drammaturgo irlandese. Un bicchiere d'assenzio, non c'?? niente di pi?? poetico al mondo. Che differe ...